So Many Thanks

Lettori adorati de La gastronomica volante Stanislavskij, spero mi perdoniate se, per una volta, invece di trastullarvi con aneddoti surreali sulla mia vita improbabile, o con recensioni appassionate dei libri e delle serie tv che mi piacciono, faccio del blog un uso squisitamente personale e dedico questo post ai miei amici più cari.
Se domani mattina non avessi dovuto mettermi in viaggio per Roma per partecipare alla Foodie Geek Dinner, stasera li avrei voluti tutti a cena qui. Avrei preparato un enorme tacchino ripieno emulando Martha Stewart (ma evitando di emularla anche nel beccarmi la salmonella, come – a furia di preparar pollame – accadde a lei l’anno scorso), avrei cotto il cornbread, schiacciato le patate dolci per il purè e avrei fatto saltare in padella le verdure.
Avremmo cenato con calma, chiacchierando e ridendo e io – proprio oggi che è il Thanksgiving – guardandoli avrei pensato che ho davvero tantissimo per cui ringraziare, perché se ho superato quest’anno in cui tutte le certezze sono venute meno, lo devo soltanto a loro.
Perciò ringrazio Anna, che si precipitò a casa mia quel 23 novembre 2012 in cui di colpo tutto cambiò, e non mi ha più lasciata. Che mi ha sostenuta, incoraggiata, nutrita. Che ha messo in secondo piano tutto e tutti per prendersi cura di me. Ringrazio Anna per avermi infuso autostima via endovena, per avermi mostrato le cose da un altro punto di vista, per avermi convinta – con pazienza e amore – che se anche la situazione non fosse mai più cambiata, la mia vita sarebbe andata avanti in modo appagante. Ringrazio Anna – la mia amatissima Anna -, perché senza di lei non ce l’avrei mai fatta.
Ringrazio Alì per avermi fatta sentire giovane. La ringrazio per le volte che mi ha convinta a uscire, ad andare con lei a bere una cosa come se avessimo ancora vent’anni. La ringrazio per quelle chiacchiere fitte fitte al bancone di un bar, per quel raccontarci la vita, anche quella che avevamo dimenticato. La ringrazio per i ritorni a casa in vespa, per le canzoni cantate a squarciagola, per la sorpresa di ricordarne ancora le parole, nonostante fossero passati trent’anni dai tempi del liceo.
Ringrazio Serena perché il suo anno è stato sicuramente peggiore del mio, ma l’ha affrontato con un tale coraggio, con una tale dignità, da riuscire a dare forza anche a me. La ringrazio perché nonostante avrei dovuto essere io a incoraggiarla e darle appoggio, è stata presente con telefonate e sorrisi. La ringrazio perché il momento più bello di quest’anno me lo ha fatto vivere lei, una sera che eravamo tutte nella cucina di casa sua e lei aveva gli occhi che le brillavano per la felicità, mentre i nostri erano lucidi per l’emozione.
Ringrazio Federica, perché mi bastava accendere il computer per trovare un suo messaggio su Skype e sentirmi meglio. La ringrazio per il suo essere ecumenica, per il suo riuscire a vedere il buono – e a farmelo vedere – anche dove io proprio non riuscivo a trovarlo. La ringrazio per tutte le volte che ha ricaricato il cellulare solo per consentire al suo meraviglioso figlio di mandarmi messaggi d’amore e corteggiarmi come solo un bambino di otto anni sa fare.
Ringrazio Chiara per aver mormorato complimenti a fior di labbra, fra sé e sé, credendo che non la sentissi, ogni volta che mi vedeva. La ringrazio perché sapendo che lei mi trovava bella, e amabile, mi sono sentita davvero bella e amabile in un momento in cui invece avrei voluto coprire tutti gli specchi di casa, pur di non guardarmi. La ringrazio per il suo carattere forte e deciso, per il suo sapere sempre prendere in mano la situazione, anche quando si tratta semplicemente di decidere che si è fatto tardi e quindi basta, tutti a letto che domani si lavora.
Ringrazio Roberto che, inutile girarci intorno, è il pilastro della mia vita. Lo ringrazio per la sua solidità, per la sua pacatezza, per il suo sapermi placare anche quando sono in preda al panico. Lo ringrazio per l’ironia, per il suo essere dissacrante. Lo ringrazio per il suo sapersi prendere cura di me, farmi sentire che finché c’è lui sarò sempre protetta e non sarò mai sola. 
Ringrazio Stefano, che mi ha portata al cinema, esattamente come fece la prima volta che uscimmo insieme, nel 1986, e andammo a vedere La mia Africa al cinema Vittoria. Lo ringrazio per avermi  parlato di sé e avermi fatto parlare di me. Ma soprattutto lo ringrazio per avermi dimostrato che siamo ancora i due ragazzi che eravamo, capaci di rimanere a chiacchierare in auto tutta la notte e stupirci che all’improvviso spunti il sole.  
Ringrazio Fabio per essere venuto a prendermi a casa, la sera del 24 dicembre, e avermi trascinato di forza a cena a casa sua. Lo ringrazio per avermi saputo far ridere anche quando non ne avevo nessuna voglia, per avermi fatto sentire che attorno avevo una famiglia.
Ringrazio Gerardo perché mi conosce come nessuno. E né i chilometri, né il tempo, gli hanno fatto dimenticare chi sono. Lo ringrazio per avermelo ricordato. Con tre parole, quelle giuste.
Ringrazio tutti perché nonostante fossi sola nel periodo delle feste natalizie, quello in cui essere soli diventa un’esperienza strappalacrime da fiaba di Andersen, non sono stata sola neanche un momento. Li ringrazio per avermi accolta la vigilia, il giorno di Natale, Santo Stefano, l’ultimo dell’anno, il primo.
Ringrazio le mie amiche per aver fatto irruzione a casa mia il giorno del mio compleanno, per tutti i brindisi al futuro e tutto il vino che abbiamo bevuto.
Che immensa ricchezza, avervi nella mia vita!

Tortine di zucca e mandorle
per 8 tortine
150 g di zucca butternut pesata al netto
150 g di farina di mandorle
150 g di zucchero
50 g di farina 0
2 uova bio
1/2 bustina di lievito
la buccia di 1/2 limone grattugiata
un pizzico di zucchero 
un pizzico di cannella 
un pizzico di noce moscata
zucchero a velo qb
In assenza di tacchino, di cornbread e patate dolci, per me sono queste tortine a rappresentare l’autunno e l’America.
Per prepararle, cominciate grattugiando la zucca e mettendola da parte. Usando le fruste, montate poi i tuorli e lo zucchero fino a ottenere una massa chiara e spumosa. A questo punto unitevi  la zucca, la farina, la farina di mandorle, le spezie, il limone grattugiato, il pizzico di sale e il lievito. Montate infine a neve gli albumi e uniteli al composto mescolando dal basso verso l’alto in modo da non farlo sgonfiare. Versate in otto stampini da muffin imburrati e infarinati, e cuocete in forno preriscaldato a 180° per un quarto d’ora o fino a quando infilandovi uno stecco di legno ne uscirà asciutto. Servite le tortine dopo averle cosparse di zucchero a velo. 
E voi di cosa siete grati?

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12 risposte a "So Many Thanks"

  1. del mio compagno e della sua strabordante, micidiale vitalità cui spesso non sto dietro; dei miei amici tutti, ma in particolare di 3 fantastiche donne che hanno il potere di farmi sentire più interessante, più bella, più creativa e intelligente non appena ho la possibilità di vederle e per le quali cerco di inventare ogni giorno un \”buongiorno\”; dei miei due salici (mamma e papà) saggi e per me secolari cui devo davvero qualcosa che è ineffabile, inesprimibile e totalizzante… del mare, del vento e sole che rendono l'immergersi sott'acqua un'esperienza catartica e rivitalizzante; della mia sorellina che vedo farsi donna contro ogni difficoltà: forte, fragile e pazzoide come un felino di incredibile bellezza; della rete e delle sue scoperte e in particolare di lei mia cara e della \”grazia del suo cuore\” per dirla alla Vinicio.. che mi ha fatto buttare giù queste poche righe e qualche lacrima felice… quindi Grazie! e buona trasferta romana (sperando in successive che mi permettano di incrociarti!)Ellen

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  2. Ringrazio con viva e vibrante soddisfazione Mark Zuckerberg, perché senza fb la mia vita non sarebbe completamente e finalmente CAMBIATA TOTALMENTE!! Non credo al destino. Credo piuttosto al caso, che se fortuito ti incontra perché ti trova più o meno pronto, perché sei predisposto ad accogliere. La fortuna va incontro agli audaci…… In conclusione: ma che gran botta di culo che ho avuto!!!!:DPotrei ringraziare per i miei fantastici figli, ma non basterebbe la più ambiziosa preghiera…

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  3. Ma che cosa meravigliosa sono le botte di culo! Che uno poi pensa sempre che capitino agli altri e invece all'improvviso – zac! – succede che le cose comincino a girare bene anche a te.Comunque concordo, bisogna essere predisposti ad accogliere piuttosto che star sempre lì a masticare amaro, la vita ti premia solo se nonostante tutto continui a mantenere un atteggiamento positivo.

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  4. Ci terrei a precisare che \”pilastro\”non nulla che vedere con il mio leggero sovrappesoLa moglie del pilastro si è commossa profondamente …..

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  5. Allora potresti rendermi la pariglia regalandomi qualche prelibatezza del tuo orto – quelle che hai salvato dalle fameliche lumache – o le uova di Giovannella. Ti garantisco che mi commuoverei moltissimo!

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