Big Girls WANT Cry

Non so voi, ma io non vorrei tornare ad avere vent’anni neanche se mi pagassero. 
Se l’adolescenza è l’età delle certezze assolute, dell’idealismo, della ribellione e della scoperta di sé, credo che gli anni a seguire, quelli che vanno dai venti ai venticinque/ventisei, siano invece quelli dello sconforto.
La strada di colpo non è più segnata, gli studi sono finiti e la voglia di sentirsi adulti e indipendenti è talmente forte da fare male. Eppure tutto sembra immobile, il futuro appare ancora lontanissimo da venire. 
Queste considerazioni, e molte altre ancora, mi sono sorte spontanee quando, qualche mese fa, la HBO (sempre lei) ha messo in onda Girls, serial ambientato a New York che narra delle peripezie, amorose e non, di quattro amiche tanto legate l’una all’altra quanto diverse fra loro. Per caso vi ricorda qualcosa?

Protagonista della serie è Hannah, interpretata da Lena Dunham che, oltre a recitarvi, ha creato, sceneggiato, diretto e prodotto Girls. Ma se qualsiasi fanciulla che si aggirasse intorno ai trent’anni alla fine del secolo scorso ha desiderato almeno una volta essere Carrie Bradshaw, dubito seriamente esista al mondo anche una sola venticinquenne che desideri essere Hannah Horvath.

Hannah è una ragazza bruttina con qualche chilo di troppo, che ha le spalle perennemente curve, cammina con i piedi a papera, mangia di continuo – soprattutto gelati – e in modo ripugnante, tenendo la bocca aperta, e sembra scegliere con cura qualsiasi capo di abbigliamento possa mortificare ulteriormente un fisico non felice.

Vive a New York, mantenuta dai genitori, in attesa che decolli la sua sfolgorante carriera di scrittrice. Ah bene, penserete, Hannah non è esteticamente gradevole ma compensa con talento e intelligenza! Peccato che Hannah non scriva null’altro che il proprio diario, che tiene sul comodino, e del suo lavoro di scrittrice non faccia che parlare, come se bastasse fare quello per dare concretezza ai suoi progetti.

Insomma Hannah è uno strano miscuglio di egocentrismo e complesso di inferiorità, è fragile e al tempo stesso crudele.

Le sue compagne di viaggio, la coinquilina Marnie, Shoshanna e la sua snobissima cugina inglese, Jessa, non hanno invece la forza per essere delle vere comprimarie.

La rigida Marnie, che ha pianificato la propria vita al punto che pur non amando più il fidanzato storico non lo lascia per non sconvolgere i propri programmi, Shoshanna, che sebbene viva in un finto mondo perfetto in cui si indossa sempre l’abito giusto per l’occasione giusta, ci si pettina e ci si trucca nel modo giusto, si parla e perfino si pensa nel modo giusto, non ha trovato nella sua infinita perfezione nessuno che si sia degnato di andare a letto con lei, Jessa, che invece ne ha trovati fin troppi, e ne parla svogliatamente mentre fuma una sigaretta e filosofeggia con aplomb da hipster, sono poco più che stereotipi.

Sono ragazze che sicuramente Lena Dunham ha incrociato e invidiato, oppure compatito o ancora deriso, ma che non si sforza di indagare più di tanto, limitandosi a restituirne un ritratto superficiale e un po’ grottesco.

Quello che la Dunham fa, bisogna riconoscerlo, con una certa abilità, è in definitiva confondere le acque. Finge di parlare di una generazione per parlare in realtà di se stessa, con evidente intento catartico.

Infatti se Marnie, Shoshanna e Jessa sono finte, Hannah è invece dolorosamente vera. Il suo volersi male, il suo sentirsi inadeguata nei confronti di chiunque abbia più talento di lei ancor prima che nei confronti di chi sia esteticamente più gradevole, il suo cercare i consigli delle amiche per averne in realtà l’approvazione, il suo accettare qualsiasi compromesso sessuale pur di sentirsi voluta e amata, il suo terrorizzarsi quando poi invece amata lo è davvero, quasi sentisse di non meritarlo, sono sentimenti che molte di noi hanno provato.

Sicuramente li ho provati io, ed è per questo che – pur riconoscendo l’innegabile talento di Lena Dunham – ho guardato Girls con grande disagio.

I panni sporchi, se permettete, si lavano in famiglia.
O tutt’al più nello studio dello psicanalista.

Girls
dal 10 ottobre alle 23.10 su MTV
(scusate il ritardo, sarà stato un lapsus freudiano)

GELATO AL MIELE, LAVANDA E ROSMARINO

6 tuorli di uova categoria A
150 g di miele d’acacia
50 g di zucchero
300 g di latte intero
200 g di panna
1 rametto di rosmarino
1 cucchiaio e mezzo di fiori di lavanda
UNA GELATIERA

Avete letto bene, la gelatiera compare fra gli ingredienti perché, credetemi, se non l’avete è meglio che non vi mettiate proprio all’opera. Io, che ho visto tragicamente defungere la mia mentre stavo preparando il gelato, ci ho messo mezza giornata per portare a compimento quanto iniziato, e il risultato non è stato affatto soddisfacente come al solito.
Io vi ho avvisati…

Per preparare questo gelato aromatico ed evocativo (sempre ammesso che abbiate la gelatiera), dovete innanzitutto riscaldare il latte e la panna con il rosmarino e i fiori di lavanda fino a portarli a bollore.

Contemporaneamente, servendovi di una frusta elettrica (io l’ho fatto a mano perché quel giorno anche la mia frusta elettrica si è ammutinata, ma spero che voi siate più fortunati) montate i tuorli con lo zucchero e il miele fino a ottenere un composto chiaro e spumoso.

 

Aggiungete quindi a filo il latte ancora caldo, dal quale avrete avuto cura di eliminare il rametto di rosmarino, e rimettete tutto sul fuoco, mescolando di continuo con una spatola in modo da descrivere un 8 nella pentola,  fin quando il composto non comincerà a velare la spatola, ma evitando che giunga ad ebollizione trasformandosi in una stracciatella.

Ciò fatto, lasciate raffreddare quindi spostate il composto nella gelatiera e fate andare secondo le istruzioni della macchina.

Sono sicura che se Hannah Horvath avesse mangiato questo gelato, invece di quello comprato al carretto sotto casa, si sarebbe ricordata di tenere la bocca chiusa.

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5 risposte a "Big Girls WANT Cry"

  1. eheehe, il miglior commento ad una serie di cui ho solo letto sul giornale. La TV non la guardo praticamente più (non ho Sky), quindi leggo ed evito i programmi. Pare che la qualità stia peggiorando e ormai mi piace guardare i vecchi spezzoni in b/n del varietà di una volta.Il tuo gelato lo guardo solo perché priva di gelatiera (e soprattutto a Milano è finito il tempo di gelati). un abbraccio

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  2. La foto delle scarpe mi sembrava rendesse bene le atmosfere e le contraddizioni di Girls. Rappresenta quello che Hannah vorrebbe essere e quello che invece irrimediabilmente è. Per inciso, le open toe di Ash sono le scarpe che ho indossato per la festa dei miei quarant'anni e patii talmente tanto che da allora non le ho più messe. Comunque se la serie tv di cui parlo non mi è piaciuta granché, ti assicuro che il gelato invece è davvero buono.Un bacio

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  3. Roberta, come sempre sei troppo buona. Girls non la danno su Sky, ma su MTV e anche se a me non è piaciuta, è comunque un buon prodotto. Non sono d'accordo con quello che dici, credo che sia molto calata la qualità dei varietà, dei talk show e di certa fiction italiana ma invece all'estero – negli ultimi anni soprattutto in Gran Bretagna, tornata nuovamente in auge dopo un periodo buio – molte serie tv sono diventate talmente raffinate da aver superato in qualità gran parte della produzione cinematografica. Davvero? A milano non mangiate il gelato d'inverno? No, perché quando vivevo a Torino io mi facevo gran scorpacciate del gelato alla gianduia di Fiorio.Un abbraccio forte anche a te

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  4. Ho visto le prime 4 puntate…è carino,ma non mi ha presa davvero.Sarà perché, come hai scritto tu, non ci sono dei personaggi ben delineati ma è tutto basato su una vaga idea, un po'stereotipata,di certi tipi di ragazze, come se l'autrice ne avesse buttato giù un bozzetto giusto per farne la \”cornice\” delle disavventure di Hannah.E sarà perché l'unico personaggio davvero strutturato del telefilm è appunto Hannah che, per quel che mi riguarda, ha la straordinaria capacità di rendersi insopportabile solo facendosi guardare(perfino la sua espressione ebete mi infastidisce)…insomma, nel complesso Girls non mi ha colpita.Voglio comunque finire di vedere la prima serie, non sia mai detto che io non cambi idea.

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