Una serie di sfortunati eventi

Chiarisco subito che questo post non ha nulla a che vedere con il film ma – da brava sceneggiatrice ne sono tristemente consapevole – spesso la realtà supera di gran lunga la finzione. Tutto è cominciato la settimana scorsa… No, per la verità tutto è cominciato molto molto tempo prima, mi sembra sia stato una mattina di quasi due anni fa… (A questo punto vi chiedo di fare uno sforzo e immaginare il mio viso che scompare in dissolvenza incrociata, lasciando apparire al suo posto – con un appropiato effetto flou che ci riporta al passato – la mia cucina, rischiarata appena dalle prime luci di un mattino piovoso, mentre la mia voce fuori campo continuerà a guidarvi nel racconto. Insomma, fate finta di essere al cinema. Ci siete? Allora possiamo proseguire!)

Il bollitore per il tè era già sul fuoco e io aspettavo di sentirne il familiare fischio dal mio studio, mentre controllavo la posta del mattino (posta elettronica, ovviamente) quando il gentile consorte, ancora assonnato e in pigiama, venne a darmi la ferale notizia. “Bene, il microonde si è rotto” – là per là non registrai la cosa e, stancamente, come ogni mattina, rimproverai mio marito di quella sua mania. Per quale motivo, visto che il bollitore era sul fuoco, lui doveva giocare d’anticipo e mettere a scaldare il suo caffè solubile (perdonatelo, in questo la sua metà francese del DNA ha la meglio su quella napoletana) nel microonde facendo, fra l’altro, spesso e volentieri strabordare il contenuto della tazza sul piatto girevole? Il consorte, paziente, puntualizzò che non l’avevo ascoltato. Per quella mattina non avrebbe rovesciato un bel niente sul piatto girevole, perché il microonde si era rotto.

Gridai alla tragedia – più per principio che per altro, visto che il microonde non lo usavo poi tanto – e dichiarai battagliera che bisognava portarlo ad aggiustare prima di subito. Il consorte (l’unico che il microonde lo usava davvero) fu immediatamente d’accordo. Avrebbe provveduto lui, bastava che gli dessi l’indirizzo dell’assistenza. Niente di più facile, se non fosse che una rapida ricerca sul web ci fece drammaticamente scoprire che la maledetta assistenza era più irraggiungibile della vetta dell’Everest. Praticamente il consorte avrebbe dovuto dedicare un’intera giornata alla consegna dello stronzissimo elettrodomestico, che aveva avuto l’impudenza di rompersi giusto un anno dopo l’acquisto (ma guarda tu, proprio allo scadere della garanzia!), e un’altra giornata per recuperarlo al centro assistenza. Ciononostante mi assicurò che non c’era problema; appena avesse avuto un giorno libero, avrebbe agito.

Passarono i giorni, le settimane, i mesi e infine gli anni senza che il gentile consorte avesse un attimo di respiro, e il povero microonde – dapprima malfunzionante e poi definitivamente morto – fu lentamente relegato da mio marito al ruolo di armadietto di cucina, un posto dove custodire gelosamente qualche avanzo serale da consumare poi il giorno dopo nella solitudine delle sue pause pranzo casalinghe.

Arriviamo così alla settimana scorsa quando mio marito comincia ad aggirarsi per casa fiutando l’aria come un cane da tartufo. “Bene, tu non senti niente?” – Io, che mi sono massacrata il naso con continue overdosi di vicks sinex (è stato più facile smettere di fumare e perdere 40 kg, che disintossicarmi dal decongestionante della mucosa nasale!), ho notoriamente un olfatto ondivago e quindi non facevo che ripetere che no, non sentivo niente. Ma il consorte insisteva. Era certo del fatto suo: entrando in cucina, più o meno all’altezza della dispensa, si sentiva odore di rancido; insomma, un odore come di carne putrefatta. Mi sono fidata e, temendo che uno dei nostri tre cani avesse nascosto un bocconcino prelibato sotto qualche mobile, ho proceduto alla pulizia sistematica e definitiva di tutto il pavimento, togliendo battiscopa e spostando mobili, ma non c’è stato niente da fare. La sentenza era sempre la stessa: il fetore persisteva! 

L’arcano è stato svelato qualche sera dopo quando la mia metà (e lo è davvero visto che pesa la metà di quel che peso io) è stata colta da una folgorazione. La settimana prima avevamo comprato un pollo arrosto in rosticceria, lui aveva mangiato le due cosce, io uno dei due petti e il resto era stato da lui riposto con cura nel microonde e lì dimenticato. A quel punto la mia ira si è rivelata più funesta di quella del pelide Achille – ma ritengo di aver avuto tutte le ragioni – e ho preso a inveire contro il consorte imponendogli di chiamare l’ASIA e sbarazzarsi sia del microonde che del cadavere putrefatto del pollo.

Già così sarebbe abbastanza, ma il meglio è venuto dopo. Il giorno seguente, dopo la lite furiosa della sera prima, decido di scambiare con mio marito un segno di pace e gli propongo di andare insieme a comprare un microonde nuovo. Arriviamo al negozio ma non c’è parcheggio perciò lui decide di rimanere in macchina – momentaneamente in doppia fila – e io mi fiondo dentro per concludere l’acquisto. La scelta si rivela però più difficile del previsto e quindi, dall’interno del negozio, chiamo il consorte per una breve consulenza telefonica. Dissipato ogni dubbio, pago ed esco trionfante, salvo trovare il consorte ostaggio di due vigilesse che, mentre lui appare affranto, mi spiegano l’accaduto. Le perfide, mentre lui era parcheggiato e parlava al cellulare con me, gli avevano fatto cenno con molta insistenza di circolare. Il poveretto, sovrappensiero, si era affrettato a eseguire e a quel punto si era visto schiaffare una paletta sul parabrezza. Per averlo sorpreso (sigh!) alla guida senza cintura e intento a parlare al cellulare, le arpie ingannatrici avrebbero dovuto affibbiargli più di 300€ di multa ma erano disposte a chiudere un occhio sulla cintura e fare un verbale esclusivamente per il cellulare.

Ora, se c’è una cosa che mi fa impazzire è questo apparente essere magnanimi da parte dei poliziotti. Insomma, o ho commesso un’infrazione, e allora pretendo di pagarla, oppure non l’ho commessa e allora è inutile che tu poliziotto stai lì a fare esercizio di potere e di finta conciliazione. Per farla breve la situazione ha rischiato seriamente di degenerare e, prima che fossi arrestata per oltraggio a pubblico ufficiale, mio marito ha dovuto letteralmente trascinarmi via. Siamo arrivati a casa senza aver scambiato neanche una parola, stremati da quelle ultime ore e, muti ed efficienti, abbiamo disimballato il microonde per metterlo al suo posto dove – poteva mai finire bene questa storia? – non è entrato perché avevo preso male le misure.

Di comune accordo abbiamo deciso che mai più nella vita un microonde entrerà in casa nostra e, per evitare che accadesse la stessa cosa anche col pollo, quella sera ci siamo consolati così…

BOCCONCINI DI POLLO CON GERMOGLI DI SOIA E RISO BASMATI
Per 2 persone

300 g di filetto di pollo
250 g di germogli di soia freschi
1 cipolla bella grande
100 g di riso basmati
3 cucchiai d’olio EVO
3 cucchiai di salsa di soia
5 cucchiai di aceto balsamico
sale a piacere

Fate un battuto con la cipolla e mettetela a rosolare con l’olio in un wok (tanto per sentirvi esotici, ma va bene una qualsiasi padella capiente), aggiungete il filetto di pollo tagliato in pezzetti di circa 2 cm di lato e fatelo saltare fin quando non sarà dorato. A questo punto tirate il pollo con la soia e l’aceto balsamico e, un attimo prima che il liquido sia completamente assorbito, unite al tutto i germogli di soia. Quando il liquido sarà assorbito, i germogli di soia appassiti ma ancora croccanti e il tutto piacevolmente caramellato, aggiungete il riso basmati che avrete lessato a parte. Date un’ultima saltata generale, e – se ci riuscite – mangiate con le bacchette giusto per darvi un tono etno-chic. 

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16 risposte a "Una serie di sfortunati eventi"

  1. secondo me il microonde è sopravvalutato…meglio avere un forno misto, altrimenti il microonde è solo un casatiello che occupa spazio…lo sai ammore che sono pentola a pressione dipendente ma del microonde faccio tranquillamente a meno….cambialo con qualcos'altro…sient' a me!!!carla

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  2. @massimo: centrifugatore reale o in senso figurato? Quello vero è nello stanzino a casa di mamma, quello figurato è accanto a me sul divano ;-)@Carla: il microonde è diventato un provvidenziale, e apprezzatissimo, regalo di nozze per il cugino del consorte. Io ho attuato una kitchen revolution e adesso ho i top vuoti e tanto spazio in più per spignattare. Ma lo sai, io sono contraria alla pentola a pressione! 🙂

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  3. Che bello leggere le avventure di Bene e Chrì nelle pause di un ufficio frenetico, anche se questa storia è anch'essa un po' frenetica ma con consolazione della ricetta finale che è abbastanza alla mia portata e che mi affretterò a preparare! 🙂

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  4. microonde = dieta! ottimo per cucinare verdure saporite senza grassi, dopo la dieta viene abbandonato a se stesso. Anche Umbi ci ha dimenticato dentro la peperonata avanzata mentre io ero a Milano a sgobbare!I love you ma i germogli di soia proprio non li digerisco.

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  5. Mettiamola così…se gli amici so' amici, è giusto non aspettarsi niente. Altrimenti dovremmo pagarli, un po' come si fa col dentista (ad avercelo come amico!) per le sue prestazioni. Dunque, e non per vantarmi, ammettiamo per ipotesi che lo siamo, amici… appunto, non che mi sia dovuto, la premessa l'ho fatta… Ci aggiungo l'antefatto… Sono sotto minaccia di acquisto per Natale del \”Bimbi\”!!! Ecco, se puoi, ci metti una buona parola con la consorte… per piacere e mai per dovere, ovviamente, e sempre che tu sia del mio stesso avviso… L'evoluzione della specie passa eventualmente per un buon tegame e non da un seminterrato della nasa!!researche (col timore di non sopravvivere al prossimo alberello di fine anno!)

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  6. Anonimo se vuoi parlo io con tua moglie, visto che il Bimby ce l'ho, ma non lo uso molto…meglio una buona padella, di quelle di una volta, belle spesse, magari di ghisa, per le cotture lente…borbottanti…che non deludono mai!

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  7. Maaaaaa…vinco qualcosa se indovino che, l'unica vera figura mitologic di tutto il racconto, è il marito che 'nun tengo o tiempo'?E sorrido, ripensando all'acquisto dello stesso fatto quasi a sera inoltrata, senza auto in zona malfamata della città, come due scappati di casa :)o meglio, due scappati a casa, a gambe o cosce levate!

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  8. @Anonimo Ginuzz: Naturalmente io sono contraria al Bimby così come lo sono alla pentola a pressione! Riconosco che una donna in carriera, mamma e supereroina dell'ultimo secondo, come la mitica Alba possa ritenerlo irrinunciabile ma, diciamocelo francamente, la tua consorte può farne sicuramente a meno (sono d'accordo con Barbara sui piccoli elettrodomestici che finiscono col diventare ingombranti soprammobili)! Non preoccuparti, le telefono io per decantarle le meraviglie della genovese cotta per ore nella pentola di coccio (come tradizione vuole).@Reb: hai vinto il primo premio! Inutile dire, che nel momento stesso in cui si è trovato il cadavere putrefatto del pollo, e io ho suggerito che si mandasse al rogo l'intero microonde, il consorte ha tenacemente insistito per portarlo a riparare. Ha capitolato soltanto quando gli ho detto che certo non lo poteva portare a riparare pieno di vermi, ma gli ho vietato di lavarlo a casa nostra e gli ho invece imposto di andarlo a ripulire da sua madre 😉

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  9. Benedetta cara, un giorno Umbi mi è venuto a casa con un fagiano finito sotto la sua macchina in campagna, certo un fagiano non è un microonde ma io il fagiano appena morto (e nemmeno morto da un mese)non lo spiumo. Non sono capace e comunque non lo farei mai, quindi ho spedito il mio caro marito di corsa da sua sorella della anche \”la macellaia\” che non ha problemi nè a spiumare nè a squartare e macellare qualsiasi tipo di volatile e coniglio. Detto questo : il Bimby per me resta un mistero assoluto e un elettrodomestico inutile.

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  10. @Circe: io ho un trascorso con un fagiano che manco t'immagini (adesso che ci penso, sarebbe materiale per un post). Detto questo, io sono Kitchen Aid addicted e non concepisco altro 🙂

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