Nöel Nöel, jour d’allègresse…

No, il titolo del post non è un refuso, io non sono impazzita e l’ansia anticipatoria di mio marito e il suo amore maniacale per le decorazioni natalizie non hanno avuto il sopravvento (andammo a vivere insieme il 5 febbraio di tanti anni fa, cercammo casa in gennaio che le feste erano appena passate e a lui – ogni volta che gliene mostravo una che per me poteva andar bene – interessava solo dove avremmo sistemato l’albero di Natale). Semplicemente, io lavoro per una soap opera.
Forse non tutti sanno che (come da rubrica della settimana enigmistica) il rutilante mondo delle soap, così come il rutilante e ben più glamorous mondo della moda, viaggia sempre in anticipo sui tempi (almeno tre mesi ma a volte anche quattro) così per me agosto e settembre, lungi dall’essere i mesi dell’anguria e dei fichi, sono i mesi degli struffoli e della pastiera (siamo sempre a Napoli!).
Questo vivere perennemente fuori sincrono, richiede molta attenzione perché inevitabilmente – tranne, appunto, in concomitanza delle festività (Natale, Pasqua, Carnevale, San Valentino, Festa della Mamma, Festa del Papà, Halloween… non ci facciamo mancare niente!) – si perde l’orientamento. Capita, tanto per fare un esempio, che si debba ambientare una scena in cortile dove un personaggio, rientrando a casa, s’imbatte nel portiere che gli dà un’informazione utile al prosieguo della storia. Per dare più naturalezza al tutto, solitamente si fa in modo che il portiere non stia lì impalato ma bensì svolga un’attività inerente al portierato… e qui casca l’asino!

In genere si liquida la questione rapidamente – va be’, fai che sta innaffiando -. Capirete,  siamo a metà giugno, fuori c’è un caldo avvilente, la natura rigoglia…  cos’altro dovrebbe fare un portiere in prossimità di un’aiuola? E invece no perché, fatti due calcoli, nel tempo traslato della soap siamo invece a metà ottobre e quindi il già citato portiere, si guarderà bene dal dare acqua alle piante in maniche di camicia, e starà piuttosto pacciamando il terreno in previsione dell’inverno con indosso un cardigan di lana per proteggersi dai primi freddi.

Ovviamente le cose a cui fare attenzione sono moltissime: attività, abbigliamento, pietanze, fiori (a te viene normale dire che un personaggio regala alla sua amata un mazzolino di fresie, ma chi te le dà a novembre?) e noi sceneggiatori finiamo con l’assomigliare inevitabilmente a un branco di mamme apprensive sempre in ansia per i loro pargoli. Ti sei ricordato di far prendere il cappotto alla dottoressa? Guarda che fa freddo… mettile anche la sciarpa! No, pasta e patate no che a luglio è troppo pesante! Falle cucinare un’insalata di riso!

E così, come vi ho spiegato, per me ormai già da un po’ siamo nel periodo dell’anno in cui si comprano regali, si preparano gli struffoli, si fa il presepe o l’albero (con relativa discussione su quale dei due sia più consono alla tradizione napoletana), si gioca a tombola e ci si veste da Babbo Natale per la gioia dei più piccini. Come ogni anno, faccio una fatica improba a immedesimarmi (a nulla vale l’ausilio dell’aria condizionata sparata alla massima potenza) e la mia unica consolazione rimane il fulgido esempio di Mel Tormé e Bob Wells che scrissero la splendida The Christmas Song (in assoluto la mia canzone di Natale preferita) nel caldo torrido del luglio 1944.

Ma siccome nella vita vera siamo ancora nella bella stagione, io continuo a goderne i frutti preparando una delle ricette estive che amo di più…

POMODORI RIPIENI DI RISO
per 4 persone
8 bei pomodori da riso
8 cucchiai rasi di riso (il trionfo della cacofonia!)
2 spicchi d’aglio
origano, basilico, sale, olio EVO
Si procede così: si lavano i pomodori, si capovolgono, si taglia via il culetto e si svuotano con uno scavino da melone. La polpa ottenuta si frulla poi insieme agli spicchi d’aglio e due o tre cucchiai d’olio fino a ottenere una crema omogenea. Si aggiungono sale (abbondante poiché dovrà condire anche il riso una volta cotto), origano, basilico e il riso. Si mescola bene il tutto e con il composto ottenuto si riempiono i pomodori. Una volta ricoperti i pomodori con i culetti precedentemente asportati, si dispongono in una teglia, si irrorano con un filo d’olio, si salano leggermente e si infornano a 160° per un tempo che varia dall’ora all’ora e mezza (conviene controllare se il riso è cotto perché un tempo di cottura assoluto non c’è). 
È una ricetta semplice ed essenziale che si realizza con gran facilità, l’unica cosa a cui bisogna fare attenzione, è che la parte liquida sia sempre molto più abbondante del riso (e nel caso non lo sia, aggiungere un po’ d’acqua e passata di pomodori). Insomma, prima della cottura, all’interno dei pomodori deve esserci una sorta di acqua pazza in cui si aggirano, sparuti, i chicchi di riso.
Mangiateli tiepidi e poi fatemi sapere…

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13 risposte a "Nöel Nöel, jour d’allègresse…"

  1. cara, fantastica femmina, mi spieghi due cose, per piacere? 1. che tipo di riso consigli? 2. se li svuoti/riempi dal culetto, li cuoci all'incontrario e poi li capovolgi nel piatto di portata? avevo sempre creduto che si svuotassero dall'alto (dalla testa???)

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  2. @Anna: io uso il riso arborio e mi trovo bene. Li svuoto dal culetto semplicemente perché la parte dove c'è il turzo (nota il sapiente uso di terminologia tecnica) fornisce una base più stabile al pomodoro stesso (che così non rotola). Li servo come da foto, con il turzo sul fondo e il culetto (che fa da coperchietto) all'insù.

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  3. complimenti per la terminologia tecnica, sono sicura che federica c. nonostante le pluriennali competenze agronome, non avrebbe saputo fare di meglio!! hai ragione, potevo osservare bene la foto e avrei capito da sola….ps: perchè hai cambiato la foto??? vedendo l'alberello di Natale mi erano venuti 2-3 spunti per regali natalizi!!!!

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  4. @Anna: Federica C. è imbattibile e su questo non si discute. Ho cambiato la foto perché ne volevo una scattata positivamente per il blog… quella di prima era una del Natale 2009 (prima del diluvio) un po' lavorata con Lo-Mob ma mi lasciava insoddisfatta (però riconosco che i pacchetti infilati nei cassetti aperti del mobile cinese erano carini assai).

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  5. Non posso farli stasera postuma di coliche ma li faro' di sicuro prima che il mio splendido, e ho detto splendido, basilico appassisca. Che bontà questi pomodori io avevo la ricetta romana con mentuccia e patate intorno ma di gran lunga preferisco il basilico con il riso. Attendo i confit!P.S. con quei fiorellini di sfondo mi ci farei una gonnellina.

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  6. @Circe: i confit te li ho promessi e li avrai, se non qui via e-mail solo per te. P.S.: In effetti i fiorellini di sfondo sono una stoffettina presa al mercato per farci una gonnellina 🙂

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  7. Dashing through the snowin a one-horse open sleigh,over the fields we go, laughing all the way.Bells on bobtail ring, making spirits brightWhat fun it is to ride and sing a sleighing song tonight.Jingle bells, jingle bells, jingle all the way.O, what fun it is to ride in a one-horse open sleigh.Ps: questa volta la foto sembra il pranzetto di Hannibal Lecter…Ciònonostante, una prelibatezza!Un altro disadattato fuori dal tempo!Ginuzz!

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