Ho un sassolino nella scarpa…

Attenzione: post ad alto tasso polemico dedicato ai cooking show addicted. Siete stati avvisati…

Dopo aver passato un’intera giornata a discutere con i miei colleghi del modo in cui devono comportarsi i personaggi della soap che scriviamo, quasi fosse in gioco il destino dell’umanità, quando torno a casa ho bisogno di una mezz’oretta di decompressione. In quella mezz’ora le uniche cose che tollero sono svenire sul divano, tenere la bocca chiusa e sollazzarmi con la tv, evitando con cura tutto quello che è fiction (dopo essermene occupata per nove ore proprio non ne posso più) e informazione (che certo non è rilassante anzi, va di lusso se si limita a procurare un travaso di bile). Mio marito in genere protesta: “Ancora ‘sto Santin? E smettila ché tanto hai il diabete e i dolci non li puoi mangiare!”, “Ma non l’hai già vista un milione di volte Laura Ravaioli che prepara i wagashi? Su, cambia canale!”. Io, che sono nella mia mezz’ora di silenzio zen, ovviamente non rispondo limitandomi a occultare il telecomando per evitare che lui, in un incauto tentativo di rappresaglia, cambi programma per guardare lo sport. Di regola funziona così ma, come tutti sanno, ogni regola ha la sua eccezione e questa in particolare ne ha ben due.

La prima si chiama Nigella Lawson, da mio marito rinominata “Nigellona mia”. Fortunatamente io non sono una donna gelosa, al contrario sono solidale e comprensiva perché riconosco che Nigella è un gran bel vedere, ma mio marito al solo sentirla nominare proprio si sdilinquisce. Basta che la voce di Nigella dalla tv si diffonda in casa, perché mio marito si fiondi sul divano accanto a me e vada in brodo di giuggiole. Effettivamente non si può non adorare Nigella: è carnale (mia nonna direbbe ‘na femmina azzeccosa), simpatica, burrosa, golosa, materna, semplice, dissacrante e per lei il cibo è davvero qualcosa di sensuale (non a caso è la regina del porn food). La cucina di Nigella non è mai pretenziosa (anche se spesso è davvero ad alto tasso glicemico), non è pensata per fare bella figura ma per prendere per la gola gli ospiti, che infatti a casa sua non mancano mai,  e mi gioco qualsiasi cosa che mio marito pagherebbe oro per far parte degli invitati. A volte il gentile consorte, vedendomi in cucina a spignattare, mi si avvicina con fare cospiratorio e mi chiede in un sussurro: “Bene, ja’ e fammi un po’ l’imitazione di Nigellona mia…”. Io non me lo faccio dire due volte e mi calo nel ruolo con perfetto accento british e voce flautata mentre penso, grata, che sono proprio fortunata ad avere un marito che sa accontentarsi di così poco.

La seconda eccezione è il famoso sassolino nella scarpa citato nel titolo del post ovvero: Csaba Dalla Zorza. Csaba è in tutto e per tutto l’anti Nigella e infatti mio marito la detesta. La signora, che indubbiamente ha anche molti meriti, dall’editoria (è la fondatrice della Luxury Books) è approdata in tv cominciando, qualche anno fa, con un programma su Class Life che si chiamava In cucina con Csaba per poi essere promossa in prima serata su Alice con l’esilarante – naturalmente a parer di mio marito – Il mondo di Csaba. Seguire il programma con mio marito, che lo usa proprio come un punching ball su cui sfogare la rabbia, è estremamente divertente, un po’ perché vedere il proprio uomo che critica apertamente una donna che non sia sua moglie è molto rilassante, un po’ perché mio marito si accanisce più contro la povera e ignara Csaba  che contro le avversarie della Juve che sono in vantaggio sulla benemerita.

Il fatto è che Csaba appartiene alla categoria delle donne con la puzza sotto il naso che ti guardano dall’alto in basso senza in realtà nessun motivo plausibile, di quelle che non sudano, non si spettinano e non hanno mai gli abiti sgualciti per cui constatare quanto, meschinazza, sia negata, è una vera goduria. Per capirci, Csaba si è diplomata chef alla prestigiosa scuola di cucina Le Cordon Bleu di Parigi, ma se prepara la glassa per decorare i biscotti, sbaglia la consistenza e le cola tutto sul bancone della cucina. Si professa grande esperta di galateo, apparecchiatura della tavola e decorazioni floreali, ma poi cerca ostinatamente di infilare dei fragili ranuncoli nell’oasi da fioristi non bagnata, ottenendo solo di romperne gli steli. Inoltre la signora ha la sgradevole abitudine di buttare lì durante il discorso, come se fosse del tutto casuale, piccoli riferimenti che facciano capire quanto sia perbene e high society, cosa che una vera lady non farebbe mai.

Ricordo una volta che, mentre preparava un filetto di tonno completamente rivestito di foglie d’alloro, raccontava che era la sua ricetta del cuore, quella che aveva preparato la sera in cui aveva conosciuto il futuro marito e che poi aveva deciso di proporre ai propri ospiti anche al ricevimento di nozze, convincendo Gualtiero Marchesi a cucinarla per lei. Insomma, fra le righe, quello che in realtà stava dicendo era: badate, sono così upper class che al mio matrimonio lo chef era Marchesi, e così autorevole da fargli cucinare le mie ricette. Ma andiamo! Csaba inoltre ha lo spiacevole, irritantissimo difetto di far schioccare la lingua contro i denti mentre parla, producendo un suono simile a un piccolo risucchio  ripugnante. Evidentemente non se ne accorge, ma è possibile che nessuno glielo faccia notare? ‘Sta trasmissione ce l’ha un regista, un segretario di edizione, un produttore, insomma qualcuno che si lamenti? Possibile che ciò che fa Csaba vada sempre bene a tutti?

Quello a cui proprio non va bene per niente è invece mio marito e la cosa che in assoluto più gli dà sui nervi dell’universo Csaba, è il fatto che lei, in quanto parigina d’adozione, infarcisca i propri discorsi con frasi in fracese pronunciate ogni due per tre. Visto che mio marito, al contrario, per metà francese lo è davvero dato che sua madre è nata proprio a Parigi, sentire Csaba che profana la sua madrelingua sbagliando spesso e volentieri la pronuncia, proprio lo manda fuori dai gangheri.

Mentre il gentile consorte si accanisce, io taccio (è sempre la mia mezz’ora di silenzio zen) e me la godo, perché è una carezza per l’anima scoprire quanto siamo in armonia, quanto le cose che danno fastidio a me diano fastidio anche a lui.

Comunque, per concludere con la povera Csaba a cui, immagino, fischieranno le orecchie ormai da ore, l’apice dell’astio contro di lei, mio marito lo raggiunse durante la puntata che parlava del picnic in cui la derelitta mise a segno una tripletta che perfino Platini, ai tempi d’oro, avrebbe potuto solo sognare. Csaba aveva preparato dei club sandwich che gridavano vendetta, con il pane poco tostato e il bacon che, lungi dall’essere croccante, era bensì traslucido e molliccio. Per di più, in un afflato creativo, aveva deciso di piazzarlo sulla sommità del panino, invece che al suo interno, avvolto come fosse una gala intorno allo stecchino che teneva insieme il sandwich. La nostra eroina aveva poi scelto per il suo picnic un’elegantissima cesta termica ma l’aveva riempita talmente tanto con stoviglie che non richiedevano affatto una temperatura controllata, da non riuscire più a chiuderla (ma lei provava a giustificarsi dicendo che non aveva tutta questa importanza. E allora perché ci tenevi tanto che fosse termica, ‘sta cesta?) e infine, provando a sollevarla per portarla in giardino, aveva esclamato con una risatina “humm, c’est lourd!”. Per mio marito evidentemente fu davvero troppo. Si alzò dal divano, attraversò la stanza e spense il televisore direttamente dall’apparecchio – dato che io avevo in ostaggio il telecomando – per poi guardarmi con l’aria risentita di chi ha subìto un torto imperdonabile, e andarsene di là.

Quella fu l’ultima volta che guardammo il mondo di Csaba. 

CLUB SANDWICH COME DIO COMANDA
Per 1 persona (nel mio caso, marito da consolare)

3 fette di pane in cassetta private della scorza
4 fette di bacon tagliate un po’ spesse
4 fette di tacchino arrosto un po’ spesse
1 pomodoro di sorrento
2 foglie di lattuga
sale, pepe, maionese qb
2 stecchini lunghi

Tostare le fette di pane da ambo i lati, rosolare in padella il bacon fino a renderlo ben croccante, pulire la padella e arrostire leggermente anche il tacchino, infine tagliare a fette il pomodoro. Spalmare un cucchiaio da dessert di maionese sulla prima fetta di pane, sistemarvi sopra la foglia di lattuga quindi una bella fetta di pomodoro (o quante ne servono a coprire l’intera superficie del panino) che poi salerete e peperete. Continuare con due fette di bacon e due fette di tacchino che ancora una volta peperete, e ricoprire il tutto con una seconda fetta di pane precedentemente spalmata di maionese. A questo punto ricominciare spalmando il coperchio del panino appena ottenuto con un cucchiaio da dessert di maionese e poi continuare secondo lo schema precedentemente illustrato. Una volta completato il sandwich, ancorarlo con due stecchini posti lungo i lati e poi tagliarlo lungo la diagonale con un coltello grande e ben affilato.

E che Csaba sia con voi!

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13 risposte a "Ho un sassolino nella scarpa…"

  1. Io nella mia mezz'ora di decompressione me la prendo immensamente con quell'inetta di Barbara Gulienetti di Paint Your Life che nemmeno carteggia un mobile prima di dargli il colore! Mi sfogo insieme a Umbi che se la prende col falegname,ovviamente. Poi mi ci vorrebbe un club sandwich come il tuo ma Umbi non me lo prepara, al massimo due etti di carbonara.

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  2. @Circe: come ti capisco! Anch'io da provetta bricoleuse inorridisco a vedere quel che combina la Gulienetti, ma almeno lei non è presuntuosa e, per quanto in modo approssimativo, qualcosa carina la fa. Invece mio marito – che dopo aver rifatto sia gli infissi della casa in montagna che quelli della casa in città è diventato falegname ad honorem – detesta anche lei from the bottom of his heart.

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  3. non guardo molto la tv sono un tipo più da libri, cmq a pelle non amavo Nigella, ma dopo averla vista in tv debbo dire che mi piace, forse un po' patinata ma mi è simpatica perché si lecca le dita mentre cucina 😀 certo non comprerei mai un suo libro ma almeno la trovo simpatica, la Csaba mai vista ma se troppo pretenziosa e senza motivi, mi pare di capire, non fa per me, appena la trovo in tv ti dico :)buoni i club sandwich ma li mangio solo se belli e pronti 😛

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  4. @Gio: se tu mi offri il timballo del gattopardo, io posso ricambiare con il club sandwich (mi sa che ci vado meglio io :-)). Comunque io sono tipo da tutto, sono onnivora e compulsiva:tv, libri, riviste… Attendo notizie del rendez-vous con Csaba!

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  5. Ma tu guarda… e mo' io con che coraggio all'orario concordato e coordinato, andrò dallo Skinhead in salumeria, per consumare quello che fino ad ora consideravo un sano e lauto pranzo? Eh? Me lo spieghi ora?Ginuzz

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  6. Club Sandwich! Yumm! I migliori li ho mangiati a Bermuda! O anche negli States…. che ridere pensare a Christian che se la prende con l'imbranata in tv mentre tu ti sollazzi in silenzio, una scena che riesco a immaginare benissimo! Hey ho un'idea! Se mangio un tuo club Sandwich mi sentirò di nuovo in quei lidi oceanici e risparmierò sulle vacanze!! Arrivo!! 😉

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  7. Ma che bello esser capitata (vattelapesca come e per dove) da queste parti 🙂 Csaba, la tengo di riserva per le notti insonni, insieme alla conta delle pecorelle…

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  8. Mi hai fatto veramente morire dal ridere, e sono abbastanza certa di ADORARE tuo marito 😀 Per questo ti rivelerò un piccolo segreto scoperto per caso, per avere un bacon supercroccantissimo come mai mi è riuscito in padella: stendi le fette su un piatto da forno senza sovrapporle e mettile in microonde a 750w per pochi minuti, finché non saranno belle dorate. Puoi decidere tu quanto croccanti farle, a me piace quando sono proprio rigide! 😀 Una delle pochissime cose che faccio con il microonde, il risultato è assicurato!

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  9. Ho riso moltissimo, e condivido quasi tutto sulle due femmine culinarie a confronto. Agiungo che il mio problema con Csaba, oltre ad avere anch'io come tuo marito orrore del suo NON accento francese, e' il fatto che parla ''di adenoidi'', come si dice. Povera 🙂

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