La colazione di Frankie Machine

 
Sarà che io ho la deformazione professionale, ma quando leggo un libro è facile che nella mia testa si trasformi già in film. Cosa piuttosto perversa questa, perché in linea di massima i film tratti dai libri finiscono col deludermi anzi, per dirla tutta non ho ancora trovato un film tratto da un romanzo che sia meglio del romanzo stesso. Poco importa, ci sono meccanismi della mente che è impossibile controllare  e così, mentre leggo, io comincio già impunemente a organizzarmi per il casting. Nel mio mondo ideale, i casting dovrebbe farli tutti Juliet Taylor, una che non ha mai sbagliato una faccia e ha un tocco magico nel creare cast armoniosi perfino nelle note stridenti. Nella realtà però non è così e  purtroppo molto spesso si fanno degli errori davvero notevoli e che, per giunta, sono più annunciati della morte raccontata da Gabriel Garcia Marquez.
Per esempio, io sarei disposta a giocarmi una discreta somma di danaro sul fatto che un buon ottanta per cento di quelli che hanno letto Caos calmo, hanno immaginato che il protagonista, Pietro Paladini, avesse il volto di Sergio Castellitto. Era così ovvio che fosse lui il prescelto, colui che – fin dalle prime righe del romanzo – era destinato a interpretarlo, che quando invece è stata diffusa la notizia che Pietro Paladini l’avrebbe fatto Nanni Moretti, sembrava quasi che si trattasse di uno scherzo.
Non che io abbia niente contro Moretti, anzi. Ma si può immaginarlo a fare surf in  Maremma? Si può immaginarlo ad avere una incontrollabile quanto incresciosa erezione mentre salva una donna che annega? Si può mai pensare che sia il fratello di Alessandro Gassman (peraltro invece castato benissimo)?
Benché la critica abbia molto lodato la sua interpretazione, per me Nanni Moretti è l’elemento che toglie credibilità a tutto il film. Un giudizio sicuramente lapidario, ma sincero e sentito.
Cosa c’entra tutto questo con Frankie Machine? C’entra,  c’entra… perché colui che ha redatto la quarta di copertina dello splendido “L’inverno di Frankie Machine” di Don Winslow, ha messo le mani avanti e in calce alle note sull’autore, ha aggiunto che dal libro sarà tratto un film diretto da Michael Mann e interpretato da Roberto De Niro (anche su questo avrei da ridire: per convincermi del valore del libro e quindi indurmi a comprarlo, mi dici che diventerà un film? Siamo messi davvero male).
Io sono stata diligente e così, fin dall’incipit, ho dato al caro Frankie le fattezze di De Niro ma la cosa è andata avanti per 5 o 6 pagine, non di più, perché più leggevo di come Frankie Machine inizia la propria giornata preparandosi la colazione, e più per me era evidente che Frankie Machine non avrebbe potuto essere altri che Clint Eastwood. Quella vita metodica, organizzata fin nei minimi dettagli, apparentemente senza crepe che ne scalfiscano la superficie, quei gesti asciutti, misurati, stridevano con De Niro quanto l’amplesso selvaggio raccontato in Caos calmo strideva con Moretti.
Senz’altro mi sbaglierò (e dopotutto, lo ammetto, Clint Eastwood ormai è davvero troppo vecchio), ma secondo me non è un caso che a cinque anni dall’uscita del libro, del film non se ne sappia ancora niente.
BAGEL ALLA CIPOLLA
Per 15 bagel umani o 10 da campioni
4 cucchiai di olio EVO
2 cucchiai di zucchero
1 bicchiere di acqua calda (ma non bollente)
15 g di lievito di birra
1 bel pizzico di sale
500 g di farina manitoba
1 cipolla media
1 cucchiaio di zucchero per l’acqua di bollitura
1 uovo per spennellare la superficie dei bagel
Di ricette dei bagel in rete se ne trovano tante, ma io ho preferito affidarmi a quella riportata in “Buon appetito, Elia!” che, essendo una ricetta di famiglia, mi sembrava più affidabile. 
Per prima cosa spezzettare il lievito e lavorarlo con i due cucchiai di zucchero finché non si sia sciolto. Aggiungere l’olio, il bicchiere d’aqua e lasciar tutto da parte per un quarto d’ora, il tempo che cominci a schiumare. Intanto tritare la cipolla e friggerla in olio d’arachidi fin quando non prenderà un bel colore marroncino e diventerà croccante. Asciugare su carta assorbente e tenere da parte. Aggiungere alla base liquida ottenuta con il lievito, la farina e il sale. Amalgamare, quindi impastare a lungo cioè fin quando non si otterrà una massa liscia ed elastica. Spianarla leggermente, distribuirvi sopra la cipolla fritta e riprendere a impastare fin quando non sarà ben distribuita. Dividere l’impasto in dieci o quindici parti e formare delle palline di cui bucherete il centro con le dita (almeno due, bisogna creare un bel buchetto). Sistemare le ciambelline su un vassoio infarinato, coprirle con un canovaccio e lasciarle lievitare per almeno un’ora. Quando i bagel avranno più o meno raddoppiato il loro volume, riempire d’acqua una pentola capace, aggiungervi un cucchiaio di zucchero e portarla a bollore. Abbassare la fiamma in modo che l’acqua frema appena e immergervi uno o due bagel alla volta. Teoricamente dovrebbero affondare ed essere scolati una volta riemersi, a me però non è successo così mi sono limitata a bollirli per tre minuti per lato. Compiuta quest’operazione, scolarli, sistemarli in una teglia rivestita con cartaforno, spennellarli con l’uovo battuto e infornarli in forno preriscaldato a 200° (wow, una temperatura nuova!) fin quando non saranno ben dorati (orientativamente 20 minuti). Lasciar raffreddare su una gratella.
LA COLAZIONE DI FRANKIE MACHINE
(omaggio a Stefano Consiglio)
Il metodico Frankie Machine, si prepara la colazione all’alba farcendo un bagel alla cipolla con un uovo fritto in una noce di burro. Accompagna il tutto con un caffé i cui chicchi ha tostato e macinato da sé, prima di trasformarlo nel tipico caffè lungo americano. Frankie consuma la colazione mentre, alla guida del proprio pickup, è diretto all’Ocean Beach Pier di San Diego, ma nulla vi vieta di mangiare questo bagel saporito e profumato un po’ dove vi pare.
A Frankie non darebbe fastidio.

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7 risposte a "La colazione di Frankie Machine"

  1. assolutamente e completamente daccordo:Frankie Machine non può essere che Clint, dalla prima pagina l'ho visualizzato come Clint ,De Niro ci sta come il cavolo a merenda!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  2. A prescindere che trovo più interessante ciò che mangerebbe Art Keller, dissi a Einaudi che cominciare con quel titolo e spacciarlo per un tie-in con un film \”in uscita\” era pericoloso, senza avere la data di uscita. Ma si basarono sul fatto che De Niro \”aveva comprato i diritti\”. Yeah, right(s). Nell'87 Stallone comprò i diritti de La Notte del Leopardo di Smith. Il film è di là da uscire ancora oggi.

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  3. @Don: Art Keller non si preoccupa minimamente di cosa mangiare, da quel punto di vista non è molto interessante. Ma è la sua unica pecca, perché è fuori di dubbio che sia molto più affascinante di Frankie, così come \”Il potere del cane\” è un romanzo di tutt'altra potenza narrativa rispetto a \”L'inverno di Frankie Machine\”.

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